Recuperare la nostra innata capacità di rispondere in modo soddisfacente all’ambiente con consapevolezza e responsabilità qui e ora.

Con il Gestalt counseling fenomenologico-esistenziale, si accompagna la persona in un percorso di consapevolezza di sé verso il contatto con sé e con l’ambiente nel presente, riportando a noi stessi la responsabilità di ogni azione ed emozione che si prova, la responsabilità di soddisfare i propri bisogni, sapendo di trovare dentro di sé le risorse e le potenzialità per farlo, declinando ogni responsabilità nei confronti di chiunque altro. “Il mondo non è fatto per rispondere alle vostre aspettative, e voi non avete nessun bisogno di rispondere alle aspettative del mondo.” (Perls, La Terapia gestaltica, parola per parola).
Secondo la psicoterapia della Gestalt fenomenologico-esistenziale, se ci guardiamo (noi esseri umani) dal punto di vista olistico, siamo un’unità tra corpo, mente ed emozioni che insieme si muove inscindibile per soddisfare i bisogni che man mano emergono nelle giornate e nella vita (dal nutrimento all’amore, tutti quelli della piramide di Maslow).
Come organismi però, non esistiamo se non all’interno di un contesto, di un ambiente. E a causa di reazioni avverse dell’ambiente (fisico, sociale, familiare…), la nostra capacità innata di autoregolarci potrebbe essersi interrotta qua e là durante il nostro processo di crescita. Se non riusciamo a ripristinare la nostra sana autoregolazione (per esempio perché il costo sociale o nella relazione con le persone amate sembra troppo alto), impariamo a evitare di imbatterci in queste reazioni ostili dell’ambiente bloccando i bisogni che inizialmente emergevano, a volte addirittura fingendo che non esistono, finché non li sentiamo più. Per ognuno di noi a volte il rischio di deludere l’ambiente (la nostra famiglia, il nostro partner, la nostra capa al lavoro) è così alto che inconsapevolmente scegliamo di allearci con esso per non perdere la relazione, quindi il nostro organismo si mobilita per evitare che certi bisogni emergano proprio in figura.
Questo bisogno bloccato non è scomparso, rimane lì con lo stesso dilemma di prima. Non è più al livello della consapevolezza insieme alla paura di deludere l’ambiente: entrambi sono rimossi. È per questo che a volte ci ritroviamo di fronte situazioni che ci fanno sentire in difficoltà, impotenti o incastrati, come se non avessimo alcuna via d’uscita. Stiamo scomodi ma non sappiamo più quali sono i bisogni sottostanti da soddisfare e perché li avevamo bloccati.
Il processo di counseling aiuta ad acquisire maggiore consapevolezza di quei blocchi rimossi che ancora oggi, nel momento presente, portano malessere e conflitti interni, a scoprire i comportamenti automatici che mettiamo in atto, e a incontrare le nostre risorse interne, anche quelle che avevamo nascosto fino a dimenticarcene o non sapevamo di avere. Questo processo di riscoperta e conoscenza è ciò che ci permetterà di riuscire a stare meglio con le nostre emozioni, a vedere con chiarezza i nostri bisogni, a scegliere se e come soddisfarli, a riconoscere i nostri automatismi e scegliere se metterli in discussione, cambiarli o confermarli perché buoni e validi per noi oggi. Iniziare un percorso di crescita personale può essere il primo passo per prenderci cura di noi.
